La fascia – l’informazione luminosa

La fascia è un contenitore importante di energia. È un tessuto morbido, molto dinamico del corpo.

Solo durante gli ultimi trent’anni è stata approfondita la conoscenza delle qualità specifiche della fascia e del modo unico in cui opera nel corpo. Si è scoperto che la fascia influenza in modo importante la postura e la funzione di ogni organo ed ogni sistema del corpo. Ricerche effettuate in Cina hanno indicato che il flusso dell’energia attraverso il meridiano viene condotto nel corpo tramite la fascia.
Ogni volta che facciamo un movimento influenziamo direttamente la fascia. La fascia è un conduttore di informazioni, trasmesse dai biofotoni del liquido cefalo-rachidiano attraverso di essa.

La costituzione della fascia

La fascia è un tessuto connettivo che ha una sostanza granulosa simile a gel con una base fibrosa. Essa ha origine all’interno del mesoderma durante lo sviluppo embrionale, possiede flessibilità e allo stesso tempo grande forza. La fascia si trova fra ogni strato della muscolatura, attorno ad ogni organo e in ogni cavità corporea. Avvolge il midollo, il cervello ed ogni osso e si trova persino negli spazi intercellulari. La fascia forma una rete tridimensionale con le arterie e le vene che si muovono attraverso di essa.
Una delle cose più importanti da ricordare è che essa esiste sotto forma di tessuto continuo in tutti gli strati del corpo.

Essa stabilisce lo spazio di ogni singola struttura mantenendone intatta la forma. Inoltre integra il corpo mantenendo tutte le sue parti assieme; essa aiuta tutte le aree corporee a collaborare in movimenti coordinati. Lo scivolamento fasciale permette che ogni parte del corpo si muova facilmente a contatto con la parte vicina e si adatti alla respirazione interna o alla motilità di ogni organo o struttura che la contiene. Anche la qualità dell’organizzazione del suono nelle cavità orali dipende dalle fasce. La fascia è dotata di sensori neurologici, oltre a dare forma, garantisce il metabolismo dei tessuti e dei liquidi con il sistema linfatico. L’eutonia, ovvero l’equilibrio del senso motorio del corpo è garantita dal benessere della fascia.

Essa inoltre immagazzina le vibrazioni e mantiene una memoria dentro di sé: è la sede di traumi motori e psichici, ma è anche il luogo dove si imprime la memoria positiva della salute.
Se la fascia è libera, senza contrazioni, allora tutti i tessuti possono respirare. In caso contrario, basta un minimo trauma in un punto qualsiasi della fascia, affinché ci siano ripercussioni su tutto il corpo. Questo è un esempio di come una parte lesa rappresenti una separazione dal tutto, o al contrario, un coinvolgimento al tutto.
Questo significa che un’anomalia della fascia in un punto del corpo può avere un effetto negativo su qualsiasi altra area. Una restrizione fasciale può provocare stress sui sistemi fisiologici e causarne la disfunzione. La fascia è un tessuto connettivo che ricopre ogni singola parte del corpo: organi, muscoli, nervi, ossa, tutto è circondato dalla fascia.

Tipologie di fascia

La fascia può essere superficiale o profonda. La fascia superficiale serve:
– da serbatoio per l’acqua e in particolare per il grasso.
– Forma uno strato di isolamento che protegge il corpo dalla perdita di calore
– Fornisce una protezione meccanica dai traumi
– Fornisce un percorso per nervi e vasi
La fascia profonda:
Tiene insieme i muscoli, separandoli in gruppi funzionanti. Dal punto di vista funzionale la fasci profonda permette il movimento libero dei muscoli, sostiene i nervi e i vasi sanguigni e linfatici, riempie gli spazi fra i muscoli e, a volte, è responsabile dell’origine dei muscoli.

Come la fascia influenza il corpo

Ci sono diversi tipi di irregolarità della fascia. Può solidificarsi e diventare immobile a causa di stress, traumi o una cattiva postura. Può anche attorcigliarsi, tendersi troppo o compattarsi come nel caso di un tessuto cicatrizzato.
Un esempio teorico di sistema di stress fasciale potrebbe essere il seguente: una compressione dell’articolazione dell’anca ha causato una restrizione della fascia nell’articolazione e attorno ad essa. Questa condizione viene aggravata da un cattivo uso del corpo e da una postura scorretta durante il periodo di convalescenza. Nel corso del tempo, lo stress fasciale nell’anca potrebbe cominciare a mandare vettori di forza di restrizione ad altre aree del corpo, ad esempio fino alla gola. Questa situazione potrebbe in seguito disallineare il corpo, portando ad una deformazione cervicale ed a una possibile limitazione della funzione della tiroide. In seguito questo potrebbe portare ad una disfunzione metabolica o ad alte patologie legate alla tiroide.
Secondo la diagnosi standard, nessuna di queste condizioni sarebbe collegata al problema originario all’anca. Tuttavia, man mano che si conosce la fascia, è chiaro che molti dolori o sindromi organiche insolite del corpo possono essere collegate allo stress e al trauma iniziale di questo sistema di tessuto molle.

Fascia e postura

Il sistema di tensione esercitato dalla fascia sui muscoli e lo scheletro è quello che ci tiene davvero in posizione eretta con la forza di gravità.
Quando dei vettori anomali di forza dovuti a stress o trauma si muovono nel corpo, essi possono creare un disallineamento dello scheletro e una distorsione della postura. Ciò significa che il corpo deve usare più energia per tenerci in posizione eretta e per farci muovere sotto l’azione della forza di gravità. Con la struttura fuori allineamento, i muscoli e la fascia cominciano ad indurirsi mentre cercano di prendere il posto delle ossa. Una cattiva postura può anche portare alla compressione degli organi e delle articolazioni, il che può poi portare a varie disfunzioni in tutto il corpo.

Meridiani miofasciali e integrazione fasciale

Thomas Myers da molti anni porta avanti lo studio delle tensioni fasciali, nei suoi approfondimenti abbandona il concetto di muscolatura come singolo apparato articolare e abbraccia una visione di continuità fasciale. Scopre collegamenti fasciali estesi longitudinalmente lungo tutto il corpo e coordinati sinergicamente. Chiama queste linee meridiani miofasciali. Sono
binari individuati da un approfondito studio di di
sezionamento di cadaveri e ricerche sul  
connettivo.

Collegati l’uno all’altro, avvolgono il corpo nella sua 
tridimensionalità e danno un contributo funzionale 
ai principali movimenti e al mantenimento della
postura. In definitiva lo sforzo, la tensione, la  
fissazione, le compensazioni e la maggior parte
 degli spostamenti spaziali sono tutti distribuiti
 lungo queste linee.
 L’utilità di queste nozioni arricchisce
produttivamente i principali approcci terapeutici ed educativi. Dal punto di vista strutturale l’anatomia muscolo-scheletrica, percepita tridimensionale, è la rete di compensazione nella distribuzione delle forze dell’intero organismo.

La linea a spirale

Per esempio la Linea a Spirale circonda il corpo come una doppia elica. Collega attraverso la parte alta della schiena ciascun lato del cranio
 alla spalla opposta.
 Prosegue intorno alle costole e forma un incrocio all’altezza
dell’ombelico arrivando fino all’anca omolaterale. Dall’anca come una “corda per saltare” la Linea a Spirale percorre la coscia e la tibia anterolaterale fino all’arco mediale longitudinale. Passa sotto il piede e ritorna su per la parte posteriore ed esterna della gamba per giungere all’ischio e alla miofascia degli erettori. Termina infine molto vicino a dove era partita dal cranio.

L’importanza che l’integrazione fasciale dà all’espressione emotiva dei vissuti, viene avvantaggiata dalle scoperte di
Myers. Sono scoperte molto utili per gestire e amplificare l’emergere dei contenuti durante le sessioni di lavoro. Ogni
 memoria ha a disposizione infatti tridimensionalmente tutto il corpo e può usare l’ organizzazione delle linee per rivelarsi a tutto campo. Se ad esempio nel liberare il bacino ci si imbatte in un’ energia compressa e rabbiosa, è possibile dislocarla consentendo alle braccia, all’ addome, alla mandibola o alle gambe di partecipare all’ emozione. Si dirigono così gli interventi su tutti i binari a disposizione. Il corpo, approfittando di questi canali privilegiati, conforma se stesso ad una maggiore fluidità e vitalità, e viene coinvolto nell’appropriazione spontanea di ogni esperienza.

Bibliografia
Libri
:

-Michael J. Shea, “Terapia Craniosacrale Biodinamica”, Ediz. Somaticaedizioni
– Karlfried Von Durkhneim, “ Hara, il centro vitale dell’uomo secondo lo Zen”, Ediz. Mediterranee
– Michael Kern, “Craniosacrale: la saggezza del corpo” Ediz. Istituto per le terapie Cranio Sacrali
-Y. Mollard, M. Maiola, “L’uomo prima della nascita, embriologia energetica”, Ediz. Jaka Book
– Jader Tolja,Francesca Speciani, “Pensare col corpo”, Ediz. Zelig
– Fritjof Capra, “ Il Tao della fisica”, Ediz. Adelphi
– Myers Thomas W., “Meridiani Miofasciali”, Ediz.Tecniche nuove
– Liz Koch, “ Il libro dello psoas”, Ediz, Somaticaedizioni

 

Pubblicato da Eva Ishvari insegnante di Yoga Integrale e Meditazione e Operatrice Olistica

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