La colonna è  una delle principali aree di focalizzazione nello Yoga, perché ospita il sistema nervoso e perché ha un profondo impatto energetico su tutti gli altri sistemi del corpo.

Per ricollegarci ad un precedente articolo di Anukalana Yoga su quanto sia importante mantenere la flessibilità e la fluidità della colonna vertebrale, spieghiamo meglio la visione dello Yoga e del Kundalini Yoga.

Secondo il Kundalini Yoga l’Energia Kundalini (Shakti) giace come un serpente addormentato alla base della colonna vertebrale, arrotolato tre volte e mezza su se stesso. Se opportunamente stimolata attraverso la respirazione (Pranayama) e indirizzata con l’uso dei Bandha (chiusure), questa Energia può “svegliarsi” e risalire nel canale centrale, Shushmana. Quando l’Energia Kundalini sale, attraversa i nostri Chakra (centri energetici distribuiti nel nostro corpo) ed arriva fino al settimo Chakra; così Shakti incontra Shiva e noi apriamo la nostra consapevolezza verso il Sé piu’ alto, l’Energia Creatrice. Ma per fluire, questa energia ha bisogno che i blocchi dei nervi vengano rimossi e i canali energetici siano puliti.

Yogi Bhajan, il Maestro che ha portato il Kundalini Yoga in Occidente negli anni ’60, diceva:  «L’età è misurata non negli anni, ma nella flessibilità della schiena. Le malattie sono causate da cambiamenti strutturali. Il corpo e le ossa non hanno cacciaviti e bulloni. Il corpo è tenuto insieme dai tessuti e dai muscoli. Lavorando e vivendo la mia vita, io cambio i miei movimenti in un certo modo: alcuni muscoli vengono molto sollecitati ed altri no. Certi muscoli sono più forti e sorreggono lo scheletro in modo diverso da altri muscoli. Ciò può causare problemi fisici. La vita diventa sbilanciata e l’irritazione si instaura. L’intera struttura del corpo è responsabile della mia elevazione. La macchina ha la benzina, ha il sistema di trasmissione e funziona. Ma se manca anche solo una piccola parte, si inceppa. Se solo una parte di aria non arriva alla combustione tutto si ferma. Lo stesso succede al corpo. Voi potete elevare il vostro Spirito elevando il vostro Corpo

Le statistiche dicono che il mal di schiena, nella maggior parte dei casi, deriva dalla lombalgia e che circa l’ 80% tra gli adulti hanno sofferto di mal di schiena. Nella nostra società, il mal di schiena è uno dei più comuni malanni dell’età adulta e una delle più diffuse cause di assenza dal lavoro.

Risolvere velocemente un mal di schiena già in atto non è facile; il modo migliore per evitare i problemi alla schiena è prevenirli e il Kundalini Yoga è uno strumento molto efficace per mantenere la schiena in salute, come vedremo nel paragrafo “Come il Kundalini Yoga può aiutarci”.

Un po’ di anatomia

La colonna vertebrale è formata da 32/34 vertebre ed è suddivisa in cinque regioni: 7 vertebre cervicali, 12 toraciche, 5 lombari, 5 sacrali (fuse), e 3 o 5 coccigee (varia da individuo a individuo). Ogni vertebra presenta anteriormente una parte solida (corpo vertebrale) ed un foro posteriormente. Nella colonna vertebrale questi fori sono allineati e formano un passaggio protetto (il canale vertebrale) attraverso il quale passa un fascio di nervi (il midollo spinale) che va dalla testa al bacino (pelvi). Le vertebre sono separate tra di loro da cartilagini, i dischi, che sono situati tra i corpi vertebrali, proprio di fronte al midollo spinale.I dischi hanno una parte centrale molle e semifluida (il nucleo), circondata e trattenuta da un anello cartilagineo; sono simili a delle rondelle di gomma ed agiscono da ammortizzatori. Ciascuno di essi può modificare la propria forma ed è questo che consente il movimento delle singole vertebre o dell’intera colonna vertebrale.Le vertebre ed i dischi sono collegati tra di loro da una serie di articolazioni e formano la colonna.

Tra una vertebra e l’altra c’è una piccola apertura su entrambi i lati, attraverso la quale un nervo esce dal canale spinale per formare il nervo spinale destro e sinistro. Tra i vari compiti, i nervi spinali hanno quello di fornire potenza ai muscoli e sensazioni all’epidermide; è grazie ai nervi che possiamo muoverci, avvertire il caldo e il freddo, la pressione e il dolore. I nervi costituiscono il nostro sistema di allarme ed il dolore ci avverte che qualche struttura sta per essere danneggiata o ha già subito danni. Quando l’anello fibroso del disco si sfianca oppure si rompe, il nucleo si sposta e può andare a premere sui nervi; questa patologia è chiamata ernia al disco e può dare luogo a importanti sintomi neurologici. La protrusione invece consiste nello schiacciamento da parte del nucleo delle fibre dell’anello, senza comportarne una rottura.

La sintomatologia dell’ernia del disco lombare (che è la più frequente) inizia in genere con il cosiddetto “colpo della strega” (lombalgia acuta con sciatalgia). Nella maggior parte dei casi si ha la guarigione spontanea; nei casi di deficit neurologici (perdita di forza o di sensibilità) si ricorre all’intervento chirurgico che in genere risolve la sciatica, ma non risolve la tendenza a soffrire di mal di schiena. Il vero problema dell’ernia del disco non è tanto il singolo episodio, che può guarire, bensì la tendenza alle recidive successive, che l’intervento chirurgico non risolve.

Nel passaggio evolutivo della colonna vertebrale dalla posizione orizzontale, negli animali a quattro zampe, a quella verticale nell’uomo, i dischi situati tra le vertebre si sono adattati a sostenere pesi maggiori e la colonna vertebrale ha assunto quattro curve: una prima zona, corrispondente al collo, ove le 7 vertebre cervicali assumono una curvatura con la convessità rivolta in avanti (lordosi cervicale); in corrispondenza delle 12 vertebre toraciche si osserva una curvatura con la convessità rivolta verso il dorso (cifosi dorsale); in corrispondenza delle 5 vertebre lombari si nota una lordosi lombare ed infine una cifosi sacrococcigea in corrispondenza delle 5 sacrali e delle coccigee.

Influenze negative e fattori di rischio

Ci sono una serie di fattori che possono provocare una precoce degradazione delle strutture anatomiche della colonna vertebrale (specie dei dischi), anche in assenza di macrotraumi (es.: incidenti).

Sbilanciamenti muscolari

Frequentemente i dolori alla schiena sono dislocati alla parte alta e al collo o alla parte bassa della schiena. La maggior parte dei semplici dolori non neurologici della schiena sono dovuti ad uno sbilanciamento muscolare e ad uno scarso funzionamento della meccanica spinale. Le persone tendono ad essere troppo forti (ipertoniche) nei quadricipiti, negli psoas, nei muscoli del petto e nei muscoli posteriori del collo, ed ipotoniche nelle natiche, negli addominali, nel mezzo della schiena e nei muscoli anteriori del collo. Per esempio, lo sbilanciamento muscolare nel collo tende a produrre una postura che genera sbilanciamento in altre parti della colonna: il collo tende a irrigidirsi e a spostare la testa in avanti, il che esercita una pressione ed una tensione sui muscoli della parte alta della schiena e della parte posteriore del collo. Gli squilibri e le tensioni della muscolatura e dei legamenti del tronco si organizzano spesso in funzione delle curve lombari: le zone concave (lordosi cervicale e lombare) sono caratterizzate da una muscolatura “corta”, troppo tonica e poco elastica, mentre le zone convesse (dorsale e sacrale) in genere da una muscolatura poco tonica e troppo “allungata”. La terapia dello Yoga per condizioni come queste consiste nello stiramento dei muscoli contratti e nell’esercitare i muscoli deboli.

Posture scorrette

Una postura scorretta protratta, per esempio durante ore di lavoro sulla scrivania o al computer, influenza negativamente la meccanica della colonna vertebrale. Anche la posizione eretta statica mantenuta a lungo può provocare dolori, se assunta in modo scorretto, in quanto provoca una iperlordosi del tratto lombare. Alcuni movimenti (es.: sollevare pesi)  possono essere molto dannosi, se eseguiti in modo scorretto.

Esercizi impropri

Alcuni esercizi di Yoga, se effettuati in modo improprio e senza la guida di un insegnante qualificato, possono essere causa di danni ai muscoli o ai dischi vertebrali. Tratteremo questi aspetti in un successivo approfondimento.

Vita sedentaria

La mancanza di un’attività fisica vigorosa e di un appropriato e regolare stiramento muscolare ha una significativa influenza negativa sulla colonna: i tessuti, poco irrorati, si deteriorano precocemente. Inoltre lo stile di vita sedentario fa perdere l’elasticità del diaframma pelvico (una membrana muscolare tra osso pubico e centro dell’addome): pube e parte bassa dell’addome perdono la perpendicolarità a terra e si inclinano; il tratto lombare appare “spezzato”, così inarcato che non permette più di scaricare il peso del corpo a terra, attraverso i piedi. Un bacino (pelvi) non sostenuto dal diaframma pelvico, quindi non in linea con la colonna vertebrale, porta pressione sulle vertebre lombari, con rischio di dolori mestruali, sciatalgie e coliti, e a lungo andare può generare anche discopatie. Aprire il diaframma pelvico equivale a riportarlo perpendicolare a terra e a garantire forza nel bacino, che è sostegno del resto del corpo. La forza di una fascia muscolare è data dall’elasticità, che dovrebbe nascere dal movimento respiratorio e da una corretta mobilità. Se il diaframma pelvico tende ad accorciarsi, il bacino si inclina cosicchè schiena, scapole e spalle non trovano una base su cui scaricare il peso: si instaurano problemi alla zona lombare, rigidità dorsali e tensioni a spalle e sterno. Inoltre, se si sta seduti per molte ore al giorno, le anche rimangono costantemente in posizione flessa; ciò fa sì che i muscoli flessori dell’anca (di cui il più importante è l’ileo-psoas) si accorcino e si assottiglino. Questo limita la capacità di estendere l’anca e fa sì che il bacino venga tirato giù e in avanti, comprimendo la regione lombare (lordosi lombare), con conseguenti dolori. Approfondiremo questi aspetti in un successivo articolo.

Sovrappeso

Incide negativamente sulla funzionalità della colonna, che è costretta a sopportare un carico eccessivo.

Malfunzionamenti dei processi di eliminazione

Anche il processo di eliminazione è collegato alla salute della schiena: dal punto di vista fisico, il buon funzionamento dell’apparato digestivo e dell’intestino possono influenzare la salute della colonna. Analogamente, è importante eliminare sentimenti negativi dalla nostra mente. Rancore, rabbia, risentimento sono tutti sentimenti che alla lunga possono provocare malessere a livello fisico; uno studio di Harvard ha dimostrato che chi già soffre di frequenti dolori alla schiena, vedrà questo disturbo peggiorare in una situazione di desiderio di vendetta, mentre lasciare correre provoca un’attenuazione del dolore.

Infiammazioni

Le infiammazioni dell’intestino possono influire sui dolori vertebrali: talvolta il colon irritabile può essere la causa della lombalgia. L’alimentazione è molto importante per la nostra salute in quanto “noi siamo ciò che mangiamo”: un’alimentazione scorretta provoca infiammazioni e conseguenti dolori articolari, come vedremo in una prossima pubblicazione, in cui vi daremo anche alcune ricette da fare in casa per depurarvi e sciogliere le articolazioni.

Respirazione

Una respirazione irregolare e superficiale porta a una tensione cronica; la colonna non si espande e il fluido spinale circola in modo non ottimale.

Mente

La mente è determinante per la salute della schiena, che rappresenta le nostre fondamenta. Quando le nostre credenze sono messe in discussione, la schiena può dolere perché le fondamenta sono instabili. Se vogliamo curarci, dobbiamo lavorare innanzitutto sulla nostra attitudine mentale. Dobbiamo iniziare a concentrarci sulle cose per cui siamo grati alla vita. Se in questo momento abbiamo dolore, dobbiamo ricordare i momenti in cui non avevamo dolore. Per cambiare qualcosa, dobbiamo abbracciarlo, accettarlo; se continuiamo a combattere contro il dolore, non riusciremo mai a cambiarlo.

Come il Kundalini Yoga può aiutarci

Nella pratica di Kundalini Yoga, muoviamo l’intera schiena in vari modi (cosa che normalmente non facciamo nella vita adulta): usiamo posizioni di stretching statico ed una serie di esercizi dinamici che lavorano sulle diverse fasce muscolari della colonna: così muoviamo l’Energia attraverso la colonna. Inoltre, stiriamo il nervo della vita (nervi del ginocchio e nervo sciatico) e rafforziamo il terzo chakra (la nostra “piscina” di energia) attraverso il potenziamento degli addominali, la cui tenuta è fondamentale per una schiena in salute. In più, lavoriamo sui corpi energetici e pratichiamo tecniche di meditazione che puliscono e purificano la mente e le emozioni. Il risultato è una schiena in salute, libera dai dolori.

Lo stiramento ed i movimenti del Kundalini Yoga servono come un “sistema circolatorio della colonna” a reidratare e a portare nutrizione ai dischi e a normalizzare la loro struttura e la loro funzione. Lo stiramento fa rilasciare le tensioni dei muscoli adiacenti la colonna, rinforza e rimodella i muscoli specifici; le posizioni, se ben eseguite, permettono di stirare i muscoli contratti ed esercitare i muscoli deboli. Il respiro lungo, lento e profondo espande la gabbia toracica e stira la colonna; le ossa del cranio si muovono con il ritmo del respiro ed il liquido cerebrospinale è pompato dal movimento della colonna e del cranio; il movimento del sacro fa anch’esso circolare il fluido spinale. Le torsioni possono essere considerate le posizioni più purificanti di tutte: l’azione di torsione della spina dorsale strige i muscoli, i dischi vertebrali e gli organi addominali. Quando poi si scioglie la torsione, il sangue affluisce nuovamente verso queste zone, irrorandole, migliorando la circolazione e portando sostanze nutritive. Poiché i dischi vertebrali, non essendo vascolarizzati, si nutrono per assorbimento, come spugne che si imbevono di sostanze nutritive quando si dilatano ed espellono liquidi e sostanze da eliminare quando vengono compresse, le torsioni sono molto salutari,  purchè eseguite senza carico eccessivo e nel rispetto della mobilità naturale dell’articolazione.

In generale, sono benefici: tutti i Kriya (sequenze di posizioni) di Kundalini Yoga che lavorano sull’eliminazione, sulle surrenali, sul bilanciamento della zona del bacino, sui blocchi fisici e sul rilassamento delle tensioni; gli esercizi per il rafforzamento dei muscoli addominali (con relativi accorgimenti); le flessioni spinali (Mucca-gatto, Cobra), le rotazioni della colonna vertebrale.

Le flessioni spinali rafforzano e stirano la bassa schiena in un modo tale da favorire la posizione seduta per lunghi periodi, necessaria per la meditazione: è un esempio di come aggiustare il corpo serve ad elevare lo spirito.

Per esempio, la MUCCA-GATTO è un esercizio completo per la colonna. Aumenta il flusso della circolazione nella testa e nel viso; rilascia le energie immagazzinate a beneficio della cura del nostro corpo, stimola le ghiandole alte (tiroide, pituitaria e pineale). Yogi Bhajan diceva che “la Mucca-Gatto lustra tutte le vertebre”. Nel Kundalini Yoga, questo esercizio viene chiamato l’auto-chiropratico. Posizionarsi in quadrupedia: le mani e le ginocchia sono appoggiate a terra, la colonna è diritta, il dorso dei piedi è a contatto del pavimento, i piedi si sfiorano tra loro, le ginocchia sono larghe quanto il bacino. Con l’inspirazione la colonna descrive un arco verso il basso e il capo si rovescia indietro (posizione della mucca); con l’espirazione la colonna si flette verso l’alto, come a creare una gobba e il mento si flette verso il petto (posizione del gatto). Ripetere il movimento iniziando lentamente e poi accelerando durante la pratica. Per chiudere: fermarsi nella posizione della mucca, inspirare, tenere l’aria dentro i polmoni per circa 10 secondi, espirare nella posizione del gatto e rilassare.

Uno studio del dott. Neil Goodman (dicembre 1973) dell’Università della California, dimostrò che gli esercizi di flessione della colonna creano forti cambiamenti nell’attività registrata dall’EEG (elettroencefalogramma) sia durante che dopo gli esercizi. Le flessioni della colonna hanno un “pattern di reazione multi-stadio”, che altera in modo considerevole le dimensioni e la forza delle onde cerebrali alfa (associate agli stati di rilassamento moderato e alle sensazioni piacevoli, tipiche della veglia ad occhi chiusi e degli istanti precedenti l’addormentamento), theta (associate agli stati meditativi, di profonda visione interna o di ispirazione creativa, al sonno REM) e delta (associate agli stadi di sonno profondo). I pattern delle onde cerebrali cambiano dopo soli tre minuti di esercizi, calmandosi.

Altro esercizio molto benefico è il SAT KRIYA. Siediti nella Posizione della Roccia su ginocchia e talloni. Braccia in alto sopra la testa, con le ascelle che si guardano e l’interno dei gomiti il più possibile vicino alle orecchie. Intreccia le mani nel mudra di Venere (per le donne il pollice sinistro è sopra il destro, per gli uomini il contrario), indici puntati verso il cielo, palmi che si toccano. Vibra “Sat” tirando vigorosamente in dentro l’ombelico, visualizzando l’energia che entra nell’ombelico. Vibra “Nam” rilassando l’ombelico, visualizzando l’energia che esce dal terzo occhio. Lascia che il respiro si regoli da solo. Occhi chiusi, focalizzati al terzo occhio. Il ritmo è potente (8 ogni 10 secondi circa). Alla fine inspira, chiudi Mulbandha (contrai retto, genitali e ombelico – solo se non hai il ciclo -) e porta su l’energia dalla base della spina fino alla cima del cranio. La contrazione ed il rilassamento ritmici del punto del’ombelico producono onde di energia che circolano, energizzano e curano il corpo. Mentre vibri il mantra, la colonna rimane ferma e dritta: non ci sono flessioni spinali né spinte della pelvi; si sta saldamente seduti sui talloni durante tutto il movimento del kriya. La contrazione addominale è concentrata nel punto dell’ombelico; automaticamente si ha una contrazione del retto e dell’area dove sono dislocati gli organi sessuali come avviene nella chiusura chiamata “root lock” o Mulbandha, ma la chiusura non viene forzata ed è provocata naturalmente dal movimento dell’ombelico.

Infine, puoi praticare una semplice Meditazione per dirigere l’energia di cura verso la tua colonna vertebrale (MEDITAZIONE HEALING FOR SELF). Siediti in posizione facile e massaggia le dita delle mani, finchè non pizzicano e formicolano. Metti le mani davanti al petto, i palmi che si guardano a circa 15 cm di distanza fra loro. Medita sulla colonna, immaginandola come una corda d’argento, chiara e scintillante. Tieni le mani rigide e le dita tese. Cerca di percepire il flusso dell’Energia. La concentrazione genera il potere della mente; quando la mente divaga le mani diventano  fredde. Continua 3-4 minuti. Ora stendi le braccia ai lati del corpo, aperte a “T”, parallele al pavimento e con i palmi rivolti verso l’alto. Il centro dei palmi si caricherà con l’Energia cosmica e l’afflusso di Energia sarà automatico. Concentrati sulle mani e percepisci l’Energia, quindi concentrati sulla parte del tuo corpo che ha bisogno di guarigione e cura e dirigi in quel punto l’Energia delle mani. Continua per 2 minuti. Rilassati.

Ricorda che il Kundalini Yoga ti mette a disposizione tantissime posture e meditazioni per migliorare lo stato di salute e l’Energia della tua colonna vertebrale….. VIENI A PROVARE !!!

Bibliografia: 

The Aquarian Teacher

Teoria e Pratica dello Yoga, B.K.S. Iyengar

Prendersi cura della propria schiena – Robin McKenzie

Varie fonti Internet (Wiki e altre) e riviste (Yoga Journal, Vivere lo Yoga)

 

 

 

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